E’ di fondamentale importanza garantire alle famiglie la libertà di scelta educativa. La scuola paritaria deve essere valorizzata e non ostacolata perché:

  1. garantisce alle famiglie la libertà di educazione;
  2. fa risparmiare allo Stato un sacco di soldi.

In Italia il principio della libertà di educazione è semplicemente enunciato (artt. 30 e 33 della Costituzione), ma non realizzato nei fatti. Le famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie infatti pagano due volte: pagano come tutti le tasse al fisco italiano (e quindi contribuiscono alla scuola pubblica) e poi pagano la retta. Questa è un’enorme ingiustizia:  Milano deve diventare capofila per una rivoluzione italiana a favore della libertà di educazione, perché i principi della nostra Costituzione vengano finalmente applicati!

Senza la scuola paritaria il sistema scolastico collasserebbe: in questo momento lo Stato dà oltre 7.000 euro ad alunno alle scuole statali, ma meno di 500 euro per ogni alunno alle scuole paritarie (dati anno 2009, fonte MIUR).
Bisognerebbe invece erogare i finanziamenti alle scuole pubbliche, statali e paritarie, sulla base del costo standard per studente. Ci arriveremo mai, a quasi 70 anni dall’entrata in vigore della nostra Costituzione?

Questo è il quadro generale, che deve essere ben chiaro e conosciuto. Ci sono poi alcune proposte concrete e facilmente applicabili a Milano:

  • potenziare l’offerta e la qualità degli asili nido tramite l’accreditamento dei soggetti privati e tramite convenzioni; gli asili nido privati sono opere meritevoli, che fanno risparmiare soldi al Comune: devono essere sostenuti!
  • per le scuole del centro, sperimentare fasce di esenzione dal pagamento di Area C per chi accompagna a scuola i figli ed esentare da Area C gli autobus scolastici.
  • TARI (tassa rifiuti): attualmente le statali pagano in base al numero di alunni, le paritarie in base ai metri quadri! Allineare il meccanismo di calcolo per le scuole paritarie a quello previsto per le scuole statali, garantendo una vera parità di trattamento;
  • revisione delle modalità di erogazione dei fondi comunali per il diritto allo studio, attualmente gestiti dalle zone di decentramento sostanzialmente “a pioggia”;
  • offerta formativa: il Comune vigilerà, per quanto di propria competenza, perché non siano diffuse nelle scuole di Milano le teorie del gender, che nulla hanno a che fare con la lotta alle discriminazioni; stop all’erogazione di soldi pubblici per iniziative inutili (anzi dannose) dal contenuto ideologico. Diciamo con chiarezza NO al gender nelle nostre scuole!
    Su questo tema mi sono sempre battutto, e anche i miei detrattori lo testimoniano (vedi ad es. l’articolo, fazioso, de l’Espresso del 19 aprile 2016).